Lettera da Córdoba: l’Esperienza ESC di Antonio in Spagna

Antonio racconta i suoi 11 mesi di volontariato europeo a Córdoba con Mojo de Caña: un’esperienza ESC fatta di inclusione sociale, educazione, nuove relazioni, crescita personale e consapevolezza.
Lettera da Snagov: l’esperienza ESC di Chiara in Romania

Da Snagov, in Romania, Chiara racconta la sua esperienza con il Corpo Europeo di Solidarietà: un percorso di volontariato tra educazione, cittadinanza attiva, relazioni autentiche e crescita personale
Lettera da Aveiro: Il volontariato ESC di Alice in Portogallo

Dall’Italia al Portogallo con il Corpo Europeo di Solidarietà: Alice racconta la sua esperienza di volontariato ad Aveiro tra inclusione, solidarietà e crescita personale. Una nuova “Lettera da…” dedicata ai giovani che scelgono di partire con l’ESC.
Lettera da Lipsia

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Oggi, a distanza di un anno, posso dire con certezza che è stata la scelta giusta. È stata un’avventura bellissima, durante la quale ho conosciuto persone fantastiche, vissuto esperienze indimenticabili, imparato moltissimo e, soprattutto, conosciuto meglio me stessa e le mie potenzialità. Ho scelto il progetto quasi per caso: mi piaceva l’idea di lavorare in una biblioteca e volevo andare in Germania per migliorare la lingua. Non conoscevo Lipsia, ma mi ha conquistata fin dal primo momento. È una città tranquilla, ma piena di eventi (culturali e non), parchi e tante attività da fare. Il mio volontariato si è svolto presso le biblioteche comunali di Lipsia (Leipziger Städtische Bibliotheken), dove mi occupavo principalmente delle attività pomeridiane dedicate ai bambini. Non lavoravo sempre nella stessa sede, ma mi alternavo tra tre biblioteche nella zona ovest della città, il che mi ha permesso di conoscerne meglio i quartieri e di incontrare un maggior numero di visitatori. La mia giornata lavorativa iniziava alle 12:30 e terminava alle 18. Appena arrivata, mi dedicavo alla preparazione delle attività per i bambini: cercavo ispirazione, sceglievo le idee più interessanti e preparavo materiali, stencil e tutto il necessario per realizzare le creazioni. Dalle 14 in poi mi sistemavo nella sala dedicata ai libri per bambini e ragazzi, dove accoglievo i piccoli visitatori. L’attività era aperta a tutti: venivano sia bimbi di 3 anni, accompagnati dai genitori, sia ragazzini di 11-12 anni. Potevano scegliere tra i modelli proposti oppure inventare qualcosa di nuovo usando la loro fantasia. Inoltre, supportavo i colleghi nell’organizzazione e nella realizzazione di eventi per bambini, come la Eltern-Kind-Stunde (l’ora genitori-bambini”), un appuntamento mensile dedicato alla fascia 2-4 anni, con letture animate, canzoni e lavoretti a tema. All’inizio lavorare con i bambini mi spaventava. Mi sottovalutavo, pensando di non essere capace di gestirli o di tenerne l’attenzione. Invece mi hanno conquistata con i loro faccini dolci. Con calma e creatività sono riuscita a guadagnarmi la loro fiducia, a farmeli amici e, soprattutto, ho imparato molto anche da loro. Da questo progetto ho acquisito conoscenze sul sistema bibliotecario tedesco e ho visto da vicino l’organizzazione del lavoro in Germania. Ho migliorato molto il mio tedesco, sviluppato spirito imprenditoriale, capacità di auto-organizzazione e indipendenza ma anche imparato a lavorare in team e chiedere aiuto. Lavorare in un altro paese, dove non conoscevo nessuno, comunicare in un’altra lingua e relazionarmi costantemente con il pubblico mi ha permesso di uscire dalla mia comfort zone e acquisire maggiore sicurezza in me stessa. Ma, cosa ancora più importante, ho avuto tempo per me stessa: per riflettere, riscoprire il mio lato creativo e pensare al mio futuro. All’interno del programma non mancano le occasioni di confronto, di riflessione e di networking. L’organizzazione ospitante, Villa Leipzig, organizzava un feedback meeting mensile con tutti i volontari, durante il quale si parlava di eventuali problemi, si chiedeva supporto, si condividevano idee per le attività e si rifletteva su ciò che si era imparato e sui propri obiettivi. Durante l’anno sono previsti due seminari della durata di una settima: uno all’inizio e uno a metà esperienza. L’Agenzia Nazionale Tedesca organizza questi incontri per permettere ai volontari di conoscersi tra di loro, di confrontarsi e per dare loro più informazioni sul programma e offrirgli supporto in caso di problematiche. É un’ottima occasione per visitare nuove città e fare nuove amicizie. Si discutono temi europei e sociali, si riflette sulle proprie capacità e aspirazioni future, si gioca, si parla, si condivide in uno spazio sicuro e stimolante. Io ho partecipato al primo seminario ad Alfeld, un paesino immerso nella natura, e al secondo a Würzburg, città romantica. Uno degli aspetti che ho amato di più è stato vivere in un ambiente internazionale e multilingue: spesso parlavo quattro lingue diverse nello stesso giorno! Condividevo un appartamento (WG) in centro con altri quattro volontari provenienti da Spagna, Italia, Turchia e Grecia. Ognuno aveva la propria stanza, ma condividevamo cucina, salotto e bagno. L’appartamento era un po’ vecchio ma molto carino e ben attrezzato. L’unico lato “negativo” erano i cinque piani di scale senza ascensore! Ma ho adorato vivere lì: non ho mai avuto problemi con i coinquilini, anzi, avevamo un ottimo rapporto e spesso uscivamo insieme. Ovviamente ci sono stati anche momenti difficili: giornate di scarsa affluenza al lavoro, la mancanza di sole e l’inverno grigio, momenti di solitudine o difficoltà iniziali di inserimento. Tuttavia, questi episodi hanno rappresentato solo una piccola parte dell’esperienza, mentre le occasioni positive e stimolanti sono state di gran lunga predominanti. Per concludere, consiglio a tutti di partire per un progetto ESC, indipendentemente dal paese o dal tipo di attività. È un’esperienza che arricchisce, apre la mente, permette di mettersi in gioco e di scoprire davvero le proprie potenzialità. Condividi Articoli correlati All Posts News Lettera da Lipsia Recenti Lettera da Lipsia IMMORTALI: raccontare quello che non si vede Lettera da Aveiro RISE è il nuovo progetto Erasmus+… Leggi l'articolo Lettera da Aveiro Sono Benedetta Freda, ho 22 anni, sono italiana e attualmente mi trovo ad Aveiro dove sto partecipando a un volontariato… Leggi l'articolo APERTA la call
Lettera da Aveiro

Sono Benedetta Freda, ho 22 anni, sono italiana e attualmente mi trovo ad Aveiro dove sto partecipando a un volontariato Europeo con i Copri Europei di Solidarietà.
APERTA la call per volontari internazionali

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Un’opportunità unica per giovani europei interessati a temi come giustizia sociale, partecipazione attiva, inclusione, radio e podcast, educazione non formale e terzo settore. Il progetto, intitolato “Creating Cultural Crossroads with Giosef Italy“, è parte del programma European Solidarity Corps e si rivolge a chi desidera acquisire competenze nel mondo del lavoro giovanile, sperimentarsi in attività creative e vivere un’esperienza collettiva a forte impatto sociale nel cuore del Mediterraneo. Obiettivi e attività del progetto Durante le 35 settimane di attività, i/le volontariə saranno coinvolti in: attività di comunicazione, gestione social media e marketing legati al terzo settore; produzione e supporto tecnico per contenuti audio: radio, podcast, DJ set e laboratori creativi; public speaking, ideazione e conduzione di programmi radiofonici; supporto alla progettazione e gestione di eventi giovanili locali e internazionali; partecipazione a progetti in rete con realtà del territorio, in particolare attività con minori, laboratori educativi e iniziative socio-culturali. Le attività si svolgeranno presso la sede di Giosef Italy a Palermo, con la possibilità di collaborare con altri enti e associazioni partner. Condizioni offerte Alloggio: i/le volontariə vivranno in una casa condivisa in centro città. Le spese di affitto e utenze (acqua, luce, gas) sono interamente coperte. Trasporti: saranno rimborsati tutti i costi per gli spostamenti urbani connessi alle attività del progetto. Pocket money: ogni volontario/a riceverà un contributo mensile per coprire cibo, spese personali e gestione della casa. Supporto educativo: è previsto un accompagnamento costante da parte del team Giosef e momenti di formazione specifica per sviluppare competenze trasversali e professionali. Formazione linguistica: possibilità di rafforzare la lingua italiana tramite esperienze sul campo e immersione culturale. Profilo richiesto Possono candidarsi giovani tra i 18 e i 30 anni provenienti da: Belgio, Spagna, Francia, Malta, Portogallo, Germania, Grecia e Paesi Bassi. Requisiti minimi: conoscenza base della lingua italiana (livello minimo A2) per potersi orientare nella vita quotidiana e lavorativa; buona conoscenza dell’inglese; interesse per la comunicazione sociale, il lavoro giovanile, la giustizia sociale, l’inclusione e la creatività; apertura all’apprendimento interculturale e al lavoro in squadra; spirito di adattamento, flessibilità e motivazione personale. È caldamente consigliato allegare un video di presentazione alla candidatura. Verrà data priorità a chi includerà questo contenuto. Come candidarsi Leggi attentamente l’infopack con tutti i dettagli del progetto: https://www.canva.com/design/DAGrJwWyU8Q/a-I-z6KuxiNmrtLvXON-kw/view Consulta l’annuncio ufficiale sulla piattaforma ESC: https://youth.europa.eu/solidarity/opportunity/36524_en Invia la tua candidatura entro il 4 settembre 2025 (ore 23:59) a: palermo@giosef.it Oggetto: Application for ESC Giosef @Palermo [nome cognome] Allega il tuo CV e, se possibile, un video di presentazione personale. Condividi Articoli correlati All Posts Banca Etica CERV Dear Dialogin Erasmus + frontiere Legalità News Q.L.ESC TOCC Youth Lens yscp APERTA la call per volontari internazionali Recenti Fregne Special Edition al Sirene Festival 2025 A Roma per cambiare visione CICALA: Affidato a Giosef Italy il bene… Leggi l’articolo ESC FACTOR storie d’Europa: Maria Gil, Donna, Cigana, Attivista. Conosciuta anche come Maria da Fronteira, è un punto di riferimento nella promozione di “Mulheres Ciganas” in Portogallo. 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ESC FACTOR storie d’Europa: Maria Gil, Donna, Cigana, Attivista.

Conosciuta anche come Maria da Fronteira, è un punto di riferimento nella promozione di “Mulheres Ciganas” in Portogallo.
ESC FACTOR storie d’Europa: Manolis Glezos, il primo partigiano europeo.

Manolis Glezos è considerato il primo partigiano per aver rimosso la bandiera con la svastica della Germania nazista dall’Acropoli di Atene la notte del 30 maggio 1941, insieme con il suo amico Apostolos Sadas.
ESC FACTOR storie d’Europa: Fátima Hamed Hossain, la prima donna musulmana del parlamento spagnolo

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Nata a Ceuta nel 1978, Fátima Hamed Hossain è un avvocatessa praticante, esperta in mediazione civile, ipotecaria e commerciale e con una vasta formazione in diritti umani e uguaglianza. È anche tutor presso La UNED de Ceuta. Nel 2015 è entrata a far parte del parlamento regionale di Ceuta come deputata, diventando così la prima donna musulmana a capo di un gruppo politico con rappresentanza. È la quinta oratrice femminista a Ceuta, come leader del partito Movimento per la dignità e la cittadinanza (MDyC). “Le sparatorie, il carcere e la marginalità che ci circondavano mi hanno spinto a studiare Giurisprudenza. Il voler sempre aiutare gli altri ha segnato il mio percorso. Attualmente provo attraverso la politica, con le sue frustrazioni e gratificazioni emotive” Fátima Hamed Hossain Figlia di genitori marocchini, spagnoli, musulmani praticanti e con il velo visibile, negli ultimi tempi si è fatta conoscere per i suoi interventi in sessione plenaria, accusando apertamente Vox, partito con cui ha avuto diversi dissidi, al punto da diventare il fronte all’opposizione dell’estrema destra a Ceuta. Sabato 13 novembre 2021, Fátima Hamed Hossain ha partecipato a un evento insieme al secondo vicepresidente del governo spagnolo e ministro del lavoro e dell’economia sociale, Yolanda Díaz; il sindaco di Barcellona, Ada Colau; la prima vicepresidente della Comunità Valenciana, Mònica Oltra; e la portavoce di Más Madrid, Mónica García al Teatro Olympia di Valencia. Dopo il forte emergere di Vox nel 2019, la sua condizione di donna spagnola, che indossava il velo durante le sessioni plenarie, l’ha resa il bersaglio della retorica dell’odio dell’estrema destra. Hamed parla della crisi diplomatica e di frontiera dello scorso marzo al confine con il Marocco, del ruolo delle donne in politica e, soprattutto, della radicalizzazione xenofoba del messaggio politico in una città la cui metà della popolazione è musulmana. Una cosa è la nazionalità e un’altra è il credo che puoi avere o non avere. Il nostro Stato è aconfessionale. È la cosa più normale del mondo per uno spagnolo che, poi, crede in quello che vuole. A volte ci chiedono se siamo spagnoli o musulmani, come se fosse incompatibile. Non capiamo come la nazionalità possa essere confusa con il credo. Di Vox, sappiamo tutti cosa sono, una formazione di estrema destra con un’ideologia basata sull’odio per coloro che la pensano diversamente e coloro che sono diversi. Questo modo di vendere il loro messaggio ha avuto molto successo per loro, insultando, provocando e aspettando la reazione della persona davanti. “Algunos no están preparados para ver a una mujer musulmana con hiyab en un Parlamento español” Fátima Hamed Hossain ESC FACTOR, Storie d’Europa:La campagna di comunicazione ESC FACTOR, Storie d’Europa nasce dall’esperienza di un workshop sulla comunicazione multicanale che ha ulteriormente arricchito il bagaglio personale dei giovani volontari del progetto ESC, European Solidarity Corps che vivono da mesi presso Il paguro Ostello, piccola casa per giovani europei, un bene confiscato ai Casalesi in cui Giosef Italy ha creato un ostello della gioventù, a Casapesenna.Durante gli scorsi mesi i giovani coinvolti hanno avuto modo di conoscere la storia d’Italia, attraverso una serie di incontri che hanno avuto come tema principale la storia dell’Antimafia. Dalla consapevolezza che una storia così importante e conosciuta nel nostro paese sia spesso ignorata dagli altri giovani europei, è nato questo progetto.Ci siamo detti, e se adesso raccontassimo ai nostri lettori delle storie che hanno cambiato la storia dei vostri paesi d’origine ma che non sono conosciute dal pubblico italiano? Così è nata l’idea di THE ESC FACTOR, un progetto di condivisione di storie di movimenti e di persone che hanno in comune una sola cosa: il coraggio della libertà, la voglia di giustizia, la lotta per l’affermazione dei diritti civili, in ogni loro forma, al di là di ogni confine. Condividi Articoli correlati All Posts News ESC FACTOR storie d’Europa: Maria Gil, Donna, Cigana, Attivista. Conosciuta anche come Maria da Fronteira, è un punto di riferimento nella promozione di “Mulheres Ciganas” in Portogallo. Leggi l'articolo ESC FACTOR storie d’Europa: Manolis Glezos, il primo partigiano europeo. 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ESC FACTOR storie d’Europa: LAGARDE LIST

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L’ex ministro delle finanze greco, Giorgos Papakonstantinou, è stato accusato di aver rimosso i nomi di tre suoi parenti dalla cosiddetta “lista Lagarde”, un documento che contiene i nomi di centinaia di possibili evasori fiscali greci con depositi in Svizzera. La Lagarde List è un foglio di calcolo contenente circa 2.000 potenziali evasori fiscali con conti non dichiarati presso la filiale di Ginevra della banca svizzera HSBC.Prende il nome dall’ex ministro delle finanze francese Christine Lagarde, che nell’ottobre 2010 lo ha passato ai funzionari greci per aiutarli a reprimere l’evasione fiscale. Nel 2006 e nel 2007 un tecnico informatico, Hervé Falciani, avrebbe rubato i dati della banca, contenenti i nomi di clienti di diversi paesi dell’UE, e ha tentato di venderli a diversi governi. Nel gennaio 2009 la polizia ha fatto irruzione nella casa francese di Falciani e ha trovato file informatici su 130.000 potenziali evasori fiscali (24.000 da tutta Europa) e ha iniziato a indagare su di loro. Il governo francese ha quindi passato le informazioni a governi europei selezionati come il Regno Unito per aiutarli a reprimere l’evasione fiscale. Consegna alle autorità greche: All’inizio dell’estate del 2010, il servizio di intelligence francese DGSE ha informato l'(allora) capo dell’Agenzia di intelligence nazionale greca che molti di quelli nominati nel dossier Falciani erano greci e che le autorità francesi erano pronte a consegnare un elenco contenente i nomi dei ricchi depositanti greci nelle banche svizzere per aiutare il governo greco a reprimere gli evasori fiscali.Il capo dell’intelligence greca ha poi informato l’ex ministro delle finanze del governo George Papandreou, Giorgos Papakonstantinou, che ha accettato questa informazione in un incontro con l’allora ministro delle finanze francese Christine Lagarde, a condizione che rimanesse segreto. Nell’ottobre 2010, Lagarde ha inviato un elenco di 1.991 nomi a Papakonstantinou attraverso i canali diplomatici sotto forma di un CD senza etichetta contenente fogli di calcolo per i circa 2.000 account ora conosciuti in Grecia come “lista Lagarde”. Papakonstantinou ha poi dichiarato durante un’inchiesta parlamentare di aver “consegnato tutti i fascicoli al nuovo capo della polizia tributaria” – l’Unità per i crimini economici e finanziari della Grecia (SDOE) – “e gli ha chiesto di procedere con un’indagine completa”. Tuttavia, le autorità fiscali hanno scelto di non procedere e Papakonstantinou ha lasciato l’incarico a metà del 2011 e il CD è scomparso. Il successore di Papakonstantinou, Evangelos Venizelos, ne ha prodotto una copia su una memory stick e ha avviato un’indagine limitata per verificare se qualcuno di quelli elencati avesse evaso le tasse. L’inchiesta ha riguardato solo una decina di politici e non è stata intrapresa alcuna azione legale.Fu solo quando l’allora nuovo ministro delle finanze Yannis Stournaras chiese a Parigi un’altra copia, che Venizelos ammise di aver dimenticato la chiavetta USB in un ufficio privato e di averla smarrita. Kostas Vaxevanis pubblica la lista: Il 28 ottobre 2012, il giornalista ed editore greco Kostas Vaxevanis ha affermato di essere in possesso della lista e ha pubblicato 2.056 nomi in essa contenuti nella sua rivista Hot Doc. Il giorno dopo è stato arrestato per violazione delle leggi sulla privacy, un reato con una possibile condanna fino a due anni di carcere. Tre giorni dopo, Vaxevanis fu processato e dichiarato non colpevole. Il giornalista ed editore greco Kostas Vaxevanis Il modo in cui i servizi pubblici gestiscono la questione della lista rimane poco chiaro, fino ad oggi.Molti dei nomi sulla lista sono stati scagionati dalle accuse, ad oggi il popolo greco che non ha ancora un quadro chiaro della questione ed uno scandalo noto in tutto il mondo come questo è stato lasciato nel labirinto della burocrazia greca. Nel gennaio 2011 i giornali italiani hanno cominciato a pubblicare le prime indiscrezioni sulla parte italiana della lista Lagarde. Secondo alcuni la lista conterebbe i nomi di circa 7 mila italiani, tra cui numerosi personaggi famosi. Dopo quasi due anni dal suo ricevimento, però, la lista Falciani non ha prodotto nessun risultato.Varie Commissioni tributarie e altri tribunali hanno stabilito che la lista è inutilizzabile: i dati sono stati rubati e quindi non possono essere utilizzati come prova in tribunale. ESC FACTOR, Storie d’Europa:La campagna di comunicazione ESC FACTOR, Storie d’Europa nasce dall’esperienza di un workshop sulla comunicazione multicanale che ha ulteriormente arricchito il bagaglio personale dei giovani volontari del progetto ESC, European Solidarity Corps che vivono da mesi presso Il paguro Ostello, piccola casa per giovani europei, un bene confiscato ai Casalesi in cui Giosef Italy ha creato un ostello della gioventù, a Casapesenna.Durante gli scorsi mesi i giovani coinvolti hanno avuto modo di conoscere la storia d’Italia, attraverso una serie di incontri che hanno avuto come tema principale la storia dell’Antimafia. Dalla consapevolezza che una storia così importante e conosciuta nel nostro paese sia spesso ignorata dagli altri giovani europei, è nato questo progetto.Ci siamo detti, e se adesso raccontassimo ai nostri lettori delle storie che hanno cambiato la storia dei vostri paesi d’origine ma che non sono conosciute dal pubblico italiano? Così è nata l’idea di THE ESC FACTOR, un progetto di condivisione di storie di movimenti e di persone che hanno in comune una sola cosa: il coraggio della libertà, la voglia di giustizia, la lotta per l’affermazione dei diritti civili, in ogni loro forma, al di là di ogni confine.