comunità e giovani costruiscono insieme il cambiamento

YOU(th)CARE4Planet – 29/07/2026

Alcuni progetti ambientali si basano esclusivamente su dati, statistiche e report. Altri scelgono di partire da un punto diverso: dalle persone, dalle loro storie e dai luoghi in cui il cambiamento climatico non è soltanto una notizia letta sui giornali, ma una strada invasa dai rifiuti, una comunità alla ricerca di nuove soluzioni e uno spazio in cui sedersi insieme per discutere di ciò che è davvero possibile fare per il proprio territorio.

È da qui che ha preso avvio il percorso dei focus group del progetto YOU(th)CARE4Planet – Youth Green Initiative for Change.

Realizzato nell’ambito del programma Interreg NEXT MED, il progetto ha coinvolto giovani, associazioni, ricercatori e organizzazioni locali di Palermo e Casapesenna per condividere esperienze, confrontare punti di vista e sviluppare insieme idee capaci di trasformarsi in azioni concrete.


Un punto di partenza: conoscersi prima di agire

Il percorso è iniziato con un primo incontro dedicato alle organizzazioni del territorio.

Prima ancora di discutere di possibili interventi, i partecipanti hanno scelto di conoscersi, raccontare le esperienze già presenti nelle rispettive comunità e approfondire le iniziative che ogni giorno contribuiscono a rendere i territori più consapevoli delle sfide ambientali.

Un passaggio semplice, ma fondamentale: reti solide si costruiscono innanzitutto sulla fiducia reciproca e sulla conoscenza delle competenze presenti sul territorio.

Accanto alle organizzazioni coinvolte, un ruolo centrale è stato svolto dai membri dello Youth-Led Research Group (YLRG), giovani impegnati attivamente nel progetto attraverso la raccolta di punti di vista, la facilitazione del dialogo e il contributo alla realizzazione dei Local Adaptation Plans (LAPs), strumenti partecipativi pensati per individuare soluzioni concrete ai bisogni delle comunità locali.


Danisinni: quando un caffè letterario diventa uno spazio di confronto

Il Caffè Letterario Danisinni ha ospitato uno degli incontri più significativi del percorso: “Environmental Resilience: Dialogue Among Local Organizations”.

Attorno allo stesso tavolo si sono incontrate associazioni impegnate nella rigenerazione urbana, nell’educazione ambientale e nella partecipazione civica.

Dal confronto è emersa una riflessione condivisa: molte delle collaborazioni più efficaci e delle iniziative più innovative rischiano di interrompersi una volta conclusi i progetti che le hanno generate.

Da questa consapevolezza è nata una domanda fondamentale:

Come costruire iniziative realmente sostenibili, capaci di continuare a vivere anche oltre la durata dei finanziamenti progettuali?


Casapesenna: due prospettive sullo stesso territorio

A Casapesenna il confronto ha assunto una prospettiva diversa.

Da un lato sono emerse le testimonianze di chi vive quotidianamente l’impegno ambientale attraverso il lavoro delle associazioni locali e ha evidenziato un crescente interesse dei giovani verso questi temi.

Dall’altro sono state sottolineate le difficoltà che il territorio continua ad affrontare, tra cui:

  • l’abbandono illecito dei rifiuti;
  • una consapevolezza ambientale ancora limitata;
  • livelli di partecipazione della cittadinanza ancora insufficienti.

L’incontro tra queste due prospettive ha portato a una riflessione comune:

Quanto siamo davvero capaci di ascoltare le persone che normalmente restano escluse dai processi partecipativi?

Dal confronto sono nate diverse proposte operative:

  • rafforzare la collaborazione tra le associazioni;
  • promuovere opportunità condivise di fundraising e progettazione;
  • investire maggiormente nell’educazione ambientale nelle scuole;
  • utilizzare social media e podcast come strumenti di sensibilizzazione;
  • organizzare una Giornata dell’Ecologia capace di coinvolgere cittadini, scuole e istituzioni locali.

Il contributo della ricerca scientifica

Il percorso è stato ulteriormente arricchito dal contributo della Dott.ssa Sofia Maria Muscarella, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università degli Studi di Palermo.

Durante il suo intervento sono stati approfonditi i temi della siccità e della desertificazione nel Mediterraneo, evidenziando come la qualità del suolo rappresenti uno degli elementi chiave per aumentare la resilienza dei territori ai cambiamenti climatici.

La ricerca scientifica ha così fornito ai partecipanti strumenti concreti per comprendere meglio le sfide ambientali e individuare possibili strategie di adattamento.


Un percorso che continua

Più che una semplice serie di incontri, questi focus group hanno creato uno spazio stabile di confronto tra giovani, associazioni, ricercatori e comunità locali.

Le idee emerse contribuiranno alla realizzazione dei Local Adaptation Plans (LAPs) e guideranno le prossime attività del progetto, trasformando il dialogo in strumenti concreti per rafforzare la resilienza dei territori.

Il percorso prosegue ora con il programma di formazione online ospitato sulla piattaforma e-learning di YOU(th)CARE4Planet, rivolto ai membri dello Youth-Led Research Group (YLRG).

Attraverso moduli interattivi, i partecipanti approfondiranno temi quali:

  • resilienza climatica;
  • sostenibilità ambientale;
  • approcci partecipativi;
  • co-progettazione dei Local Adaptation Plans.

A partire da settembre il dialogo tornerà inoltre nei territori grazie ai Café Talks, incontri pubblici pensati per favorire lo scambio tra giovani, associazioni, istituzioni e comunità locali, condividere buone pratiche e sviluppare insieme nuove idee per un futuro più sostenibile.

Perché il cambiamento non nasce da un singolo incontro, ma da un percorso condiviso che cresce nel tempo attraverso l’ascolto, la collaborazione e l’impegno quotidiano di chi sceglie di prendersi cura della propria comunità.

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